![]() | Ricerca avanzata |
Autore: Massimo Stanzione, attr.1 Opera
| Luogo di nascita: Orta Periodo di nascita: 1585 Luogo di morte: Napoli Periodo di morte: 1656 Luogo di attività: Napoli/Roma Periodo di attività: 1615/ 1647 Ambito culturale: napoletano Qualifica: pittore Notizie: Massimo Stanzione fu il principale esponente di quella tendenza naturalistica della pittura secentesca napoletana che, pur prendendo le mosse dal Caravaggio, sfociò in esiti dichiaratamente classicistici. Di lui si sa che ricevette commissioni a partire dal 1615, e già nel 1617 doveva essere pittore affermato se G.B. Basile gli dedicò una lunga ode. Fu in quello stesso anno compì un viaggio a Roma (dove è documentato nell´ambito di Santa Maria della Scala), intessendo rapporti con i caravaggeschi nordici, ma soprattutto con G. Lanfranco e S. Vouet. Del 1618 è la Presentazione al Tempio per la chiesa della Santissima Annunziata di Giugliano (Napoli), opera in cui ancora sono presenti elementi che tradiscono la sua formazione manieristica, avvenuta con tutta probabilità nella bottega di F. Santafede. Ma Stanzione non fu insensibile al naturalismo caravaggesco, che assimilò attraverso la mediazione di Battistello Caracciolo, come dimostra il Compianto sul Cristo morto della Galleria Corsini a Roma, databile tra il 1623 e il 1625 e come dimostrano altre opere quali Storie del Battista (Madrid, Prado), l´Assunta (New york, Coll, Cook), il Martirio di sant´Agata (Napoli, Gal.di Capodimonte), eseguite qualche anno prima rispetto alle tele realizzate per la cappella di San Bruno nella certosa di San Martino a Napoli. Del 1633 sono le sei tele eseguite per la chiesa dei Santi Marcellino e Festo e, degli stessi anni, la Madonna con anime purganti per la chiesa di Santa Maria del Purgatorio ad Arco, opere che rivelano quanto forte sia stato su Bernardo Strozzi l´influsso di artisti come Lanfranco, Artemisia Gentileschi, Ribera, presenti in quegli anni a Napoli, ma soprattutto di Guido Reni. Lo sganciamento di Stanzione dal caravaggismo più stretto e l´adozione, da parte sua, della linea classicizzante iniziano a palesarsi nella famosa Pietà del 1638 eseguita per i monaci della certosa di San Martino, ma si affermano nelle tele per la cappella di San Giovanni Battista sempre nella Certosa, e nei tre teloni con Storie della Vergine eseguiti nel 1640-43 e 1647 per la volta della chiesa di Santa Maria Regina Coeli. Mentre nella Annunciazione della chiesa di Marcianise presso Caserta (1655 ) sono ravvisabili le tracce del grande movimento barocco che venne a interrompere definitivamente il corso del naturalismo napoletano. |