 | | Autore | Ignoto | | Dimensioni | 17x21 | | Tecnica | olio su tavola |
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Nella sala sono esposti dieci dipinti, prevalentemente di piccole dimensioni, rappresentativi della 'pittura di genere' che ha origine nei Paesi Bassi nel corso del XVI secolo e che conosce un'ampia diffusione in Italia nel corso del Seicento. E proprio sulla scia dei modelli fiamminghi, in Lombardia così come a Venezia e nell'Emilia si sviluppa un filone di opere burlesche ambientate nel mondo contadino o popolare e legate alla commedia, in particolare grazie al cremonese Vincenzo Campi (1536-1591).
A Bologna fu Bartolomeo Passarotti (1528-1592) a produrre opere di genere burlesco, con mezze figure attorno a un tavolo, mentre i veneti Bassano, Jacopo, Francesco e Leandro Da Ponte (1510- 1622), si specializzarono nelle allegorie astronomico-stagionali e nei temi biblici, collocati entro uno scenario paesaggistico. La grande tela de L'autunno, attribuita a Francesco Bassano (1549-1592), raffigurante otto contadini e due buoi impegnati nei lavori stagionali sullo sfondo di un vasto paesaggio crepuscolare dal luminismo tipicamente veneto, si rifà a quest'ultimo filone.
Uno dei tipici soggetti della pittura di genere è invece rappresentato dal seicentesco Studio del pittore, di autore olandese, con l'artista nell'atto di illustrare una delle sue opere al piccolo pubblico riunito nella bottega.
Nella sala sono esposti anche due piccoli dipinti di scuola bolognese del Seicento, Bertoldino taglia le orecchie all'asino e Bertoldino semina farina, che rientrano nel filone burlesco di ispirazione letteraria.
Due studi di figure del piacentino Giovanni Paolo Pannini (1691-1765), la Vecchia con fanciullo, attribuito al veneto Jacopo Ceruti (detto il Pitocchetto 1700-1768 ca.), e il Gruppo di contadini, ascrivibile ad un seguace del genovese Alessandro Magnasco (1667-1749), nei quali la tematica popolare e sociale è espressa con accentuato realismo, testimoniano quello che è stato l'evolversi della pittura di genere nell'Italia settentrionale nel corso del Settecento, sotto l'influsso fiammingo e lombardo. Al bozzettismo settecentesco appartiene anche il quadretto col Venditore di capponi mentre la piccola tavola col Cavaliere si propone quale traduzione vernacolare degli enfatici ritratti equestri del Seicento. |