 | | Autore | Mario Delitala | | Dimensioni | 21 x 28 | | Tecnica | olio su tela cartone telato |
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 | | Autore | Stanis Dessy | | Dimensioni | 42 x 33 | | Tecnica | olio su multistrato |
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Nel Ventesimo secolo non solo scrittori e poeti fecero conoscere le peculiarità della Sardegna al di là dei confini dell'Isola, ma anche artisti come Biasi, Figari, Floris, Melis, Delitala, Dessy e P. A. Manca contribuirono a connotare e a diffondere l'immagine di questa terra, apparentemente periferica rispetto alle correnti delle avanguardie allora imperanti.
L'esposizione raggruppa un folto numero di dipinti e sculture esempio dell'arte in Sardegna nella prima metà del Novecento, si possono osservare dipinti di autori sardi dal comune carattere di figurazione realista rivolto particolarmente verso il mondo tradizionale in maniera lontana, ma non insensibile, alle istanze contemporanee italiane ed europee.
Tra questi Carmelo Floris (1891-1960) del quale si espongono Primi fiori e Olzai, entrambi dedicati a poetici scorci del paese di adozione, rappresentato attraverso una soluzione volumetrica delle forme e dalla stesura a macchia del colore.
L'altro grande interesse dell'artista, il ritratto, è documentato da alcune raffigurazioni, quasi studi di espressione, come il Pastorello (Isidoro) e la Fanciulla in lutto.
Lungo gli anni Trenta Pietro Antonio Manca (1892-1975) eseguì molti dipinti, fra i quali figura anche Natura morta con frutta. La pittura di questo periodo era pervasa da un senso misterioso del reale; in effetti egli colse ciò che lo circondava infondendo alle immagini aneliti velati di vita, mediati dalle sue problematiche interiori. Egli traspose nella pittura forme e cromie rarefatte propendendo per i 'ritratti d'animo' con la stesura di toni e mutazioni le quali incidevano nelle fattezze esteriori, a seconda dei sentimenti da lui provati.
Di Mario Delitala (1887-1900) e della sua produzione straordinaria Cancello e Paesaggio con contadini,degli anni Quaranta del '900, mostrano l'attaccamento dell'artista alla sua terra, infatti gli accostamenti cromatici e la successione dei piani denotano quanto egli sapesse giustapporre colori e linee in modo da architettare preziosi riquadri di natura isolana. La presenza nella sala de L'ultimo Consigliere a destra, uno studio tratto da una composizione complessa e assai articolata, e il Ritratto di ragazza costituiscono la quintessenza della resa pittorica della riflessione sull'umanità della Sardegna. La Zingarella del 1933 è una modella ritratta con la bruca, alla maniera africana, ricordo del suo soggiorno a Bengasi; Si accostano a quest'opera il ritratto de La Signora Tomè e il Ritratto di mia madre, espresso con pacate tonalità digradanti, dal carattere di affettuoso intimismo.
Stanis Dessy (1900-1986) faceva parte del gruppo dei pittori della borghesia urbana e come loro era colto e consapevole delle novità internazionali. La realtà isolana lo indirizzò tuttavia ad una lettura particolare del suo ambiente e, tra le due guerre, egli preferì accenti linguistici e maniere diverse da quelle espresse in altre aree europee. La sua realtà in fondo gli ispirava sentimenti dettati dalla natura e da genti con caratteristiche ben differenti.
Il paesaggio, soprattutto, dagli anni Trenta agli anni Cinquanta, costituì per lui una contemplazione della natura nella quale trasferì raffinati passaggi cromatici, atmosfere tranquille e chiarità di luce rispecchianti la solarità mediterranea come: Porto di Alghero, mare e rocce, Sant'Antioco e Passaggio con pioppo; fu inoltre insuperabile nella stesura delle marine e degli scorci di città come mostrano Piazza Azuni e Corso Vittorio Emanuele.
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